“La Paura” di Francesca Bertuzzi emoziona alla Libroteca

30 10 2012

Molto interesse ha suscitato il libro “La Paura” che la giovane autrice, Francesca Bertuzzi, ha raccontato ai clienti della Libroteca di Civita Castellana venerdì 29 giugno, presenti in gran numero per ascoltarla.

Reduce dal successo clamoroso quanto inaspettato del suo primo romanzo, Il Carnefice, sempre edito da Newton & Compton, Francesca Bertuzzi ci ha riprovato con un nuovo giallo dal titolo intrigante quanto simbolico “La Paura”, uscito nelle librerie lo scorso 7 giugno e presentato a Civita Castellana, in Libroteca, subito dopo la presentazione ufficiale di Roma.

Fluidità, ritmi sostenuti, continui ganci tra un capitolo e l’altro per rendere la lettura ancora più spedita e il lettore ancora più voglioso di continuare, sono questi alcuni tra i capisaldi de “La Paura”, che appartiene al genere noir,  ma non manca di strizzare l’occhio alla migliore letteratura d’introspezione, per la forte caratterizzazione psicologica della protagonista, e alla sceneggiatura cinematografica, grazie alla capacità di Bertuzzi di riportare su carta le tecniche del montaggio, che lei usa nella sua altra professione di montatrice video.

L’autrice, oltre a leggere ai presenti alcuni brani molto suggestivi del suo thriller, ha poi risposto ad alcune domande delle presentatrici, Chiara Taizzani ed Eleonora Lazzarini, quest’ultima titolare della Libroteca.

Come nasce un thriller come “La Paura”?

Bertuzzi “L’idea l’avevo in testa già da due anni e metterla su carta è stato abbastanza semplice, mancava solo il personaggio di Emma, che è stato risolutivo per la stesura, perché volevo che il libro parlasse del tema dell’adozione che mi sta molto a cuore”.

La donna protagonista, Giud, usa un linguaggio basso e a tratti quasi osceno. Che tipo di donna vuoi proporre con i tuoi romanzi?

Bertuzzi “Il linguaggio che uso è molto popolare, lo stesso che userei io se mi trovassi nella situazione di Giud. La femminilità che propongo è quella di una donna lontana dagli stereotipi, capace di lottare con tutte le sue armi per fare fronte alle situazioni disperate che incontra nella sua vita”.

Cosa c’entra Joe Lansdale con Francesca Bertuzzi e con “La Paura”?

Bertuzzi “Il genere a cui appartengono i miei libri è quello che lui ha creato. E poi è stato l’ispiratore fondamentale di Gio, l’eroe positivo de La Paura”.

Quindi esiste un Gio in carne ed ossa che ti ha ispirato ed è proprio Joe Lansdale?

Bertuzzi “Esattamente, lui è stato l’unico che, dall’alto della sua posizione di scrittore famosissimo, si è degnato di leggere le mie pagine, prima che trovassero un editore,e, rispondendo alle mie lettere, mi ha spronato ad andare avanti e a continuare a cercare un editore. Per questo nel libro ho voluto che Gio rappresentasse quello che il vero Joe era stato per me, un eroe”.

Tu sei legata al cinema anche dalla tua professione di montatrice e la tua scrittura è molto cinematografica, ti piacerebbe se i tuoi romanzi diventassero dei film?

Bertuzzi “Se qualcuno me li chiede sono pronta anche subito a cedere tutti i diritti! Sto già sognando di vedere i miei personaggi per le strade di Torino”

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